Quando una metà moriva e l’altra rimaneva in vita, quella rimasta cercava un’altra metà e s’intrecciava con questa […]. E così morivano.


Fiori. 6/14.07
Cose bellissime. Noi, l’asfalto. Un pomeriggio, e una notte. Grazie @SherwoodPadova @manuchao


16.06, la bellezza.
















Corriamo forte, che a stasera, manca troppo poco.






Cibare, cibarsi l’anime. 09.06






In fondo, è lavoro intellettuale. E ci piove forte sopra. 09.06




Dietro ai rumoracci già s’intravedono lunghe danze, all’orizzonte. 05-09.06.


Rimessa a lustro e sorrisi degli spazi verdi, 05-09.06.



Un pochino già si sente il rumore del cin-cin da cocktail, 05.06.
















Mattino prestissimo, furono aperti i cancelli alle danze. 05 giugno.
La perfezione, esiste. Sta bilanciata provvisoriamente sul filo di un rasoio.
E’ cristallina, ovattata, pericolosamente fragile.
Tra la sua origine e l’istante della sua spaventosa caduta in frantumi, intercorre un frammento temporale sottilissimo.
Una volta sventrata, i contorni devono assumere definizione, emergono categorie e riduzioni, si restringono i respiri, si soffocano gli spazi.
E riprende, rovinosamente, questa vita.


